TFR in azienda o Fondo Pensione?

Un lavoratore dipendente, entro sei mesi dall’assunzione, dovrà scegliere tra due opzioni.

Lasciare il TFR (Trattamento di fine rapporto di lavoro) in azienda o investirlo in un fondo pensione.

La scelta comporterà più o meno vantaggi, soprattutto di natura fiscale, sia per il lavoratore che per l’azienda stessa,

La normativa di riferimento è ampia e non sarebbe esaustivo spiegarla per intero in questo articolo.

Semplificando possiamo certamente affermare due principi generali;

1. il lavoratore che investe nel fondo pensione affida ad un gestore specializzato il suo risparmio TFR con l’obiettivo di ricavarne un capitale maggiore

2. l’azienda che versa il tfr del lavoratore ad un fondo pensione, normalmente estranea alle dinamiche degli investimenti finanziari, non avrà più l’onere di accumulare un “debito” e sopratutto non sopporterà più il costo di rivalutazione del debito stesso.

Approfondendo i due aspetti, verrà fuori che entrambi i soggetti coinvolti otterranno anche vantaggi fiscali, previsti dalla normativa atta ad incentivare tale pratica.

Nel mondo attuale e futuro potrà accadere sempre più spesso di dover cambiare lavoro,  ma l’orizzonte dovrà rimanere certo.
Il fondo pensione garantirà un risparmio aggiuntivo, accumulato con i diversi lavori svolti, al momento del pensionamento.

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